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Questa
Contrada affonda le sue radici nel
più lontano passato. La sua
posizione in prossimità del
Padule, autorizza la supposizione
che addirittura nella preistoria,
il suo territorio sia stato
abitato, o quanto meno frequentato
a scopo di caccia e di pesca. Tali
supposizioni sono confortate dal
ritrovamento di manufatti litici
anche se scarsissimi e sporadici.
Testimonianze di un più sicuro e
consistente insediamento di epoca
tardo-romana, sono rappresentate
da frammenti di ceramica di età
imperiale.
Già
a partire dalla fine del ‘200
comunque si cominciò a parlare di
"podium de la Torre" cioè
di un poggio della Torre in virtù
della presenza di una alta e
possente torre posta a guardia
della piccola fortezza che sorgeva
lungo una variante della Via
Francigena.
Nell’Alto
Medioevo, l’abitato della Torre
pare spostarsi verso le zone
dell’attuale vecchio cimitero,
come attestano reperti
dell’epoca predetta, mentre nel
Basso Medioevo, l’abitato si
stabilizza nei pressi della Chiesa
di S. Gregorio Magno.
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La
più antica notizia storica della Torre,
la troviamo in un documento del 1018 dove
viene definita “ Villa S. Gregorii ”,
dove per villa deve intendersi
insediamento, mentre verso il 1100 viene
indicato come “ Ultrarivo ” o “ Ultrarìo
”.
E’
così documentato per la prima volta il
nome di S. Gregorio legato alla presenza,
già allora, di una cappella a lui
intitolata che sembra confermare la
tradizione relativa all’esistenza di una
fonte fatta scaturire proprio da Papa
Gregorio Magno nel VI secolo in un momento
di grave siccità.
Ancora oggi è situata, in una valle di
incontaminata bellezza e di considerevole
fascino, la sorgente miracolosa alla quale
i devoti si recano, processionando, il 12
marzo di ogni anno in memoria della morte
del Santo, per attingere l’acqua. E’
questo dunque un giorno particolarmente
rilevante per la confraternita cristiana
che festeggia da sempre con la S. Messa e
la benedizione della fonte il proprio
Patrono, del quale conserva una piccola,
ma preziosa reliquia. La secolare
devozione per S. Gregorio, che esprime uno
straordinario significato religioso,
accomuna tutti i torrigiani facendoli
sentire membri una medesima comunità.
In
territorio torrigiano avevano possedimenti
gli ospedali di Rosario e di Altopascio,
come attestano contratti di vendita o di
affitto dell’epoca. Pare infatti che vi
fosse un ospedale, in quanto un contratto
del 20 gennaio 1230 fu stipulato “In
Domo Hospitalis Ultrarìo”. Sappiamo
anche che tale ospedale sorgeva in
contrada “Casore” che, purtroppo fino
ad oggi non è stato possibile
localizzare.
Il Castello di Ultrarìo aveva
un’amministrazione autonoma, ma non
avendo una consistenza tale da
permettergli una valida difesa, nel 1309
passò con Massa Piscatoria (Massarella) e
Cappiano, sotto l’amministrazione e
protezione del già munito e forte
Castello di Fucecchio, che tra le prime
decisioni prese nei confronti di quei
Castelli, stabilì di lasciare quello di
“Ultrarìo”.
Nel corso del 1400 il nome del borgo
diviene “S. Gregorio alla Torre”,
mentre certo Repetti nel 1855 lo indica
come “Torre di oltr’Arno” con 737
abitanti.
Dal 1500 al 1700 il borgo è legato alla
Famiglia Orlandi, originaria di Pescia e
proprietaria di notevoli territori nella
zona.
Come giurisdizione ecclesiastica dipese
prima dalla Diocesi di Lucca, mentre in
seguito per ragioni sconosciute, si ebbe
una vacanza della Chiesa di S. Gregorio
Magno terminata solo nel 1685 con apposito
atto del Vescovo di S. Miniato, finchè il
7 giugno 1732 lo stesso Vescovo,
provvedeva definitivamente alla Cura di S.
Gregorio Magno.
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