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Colori:
Rosso e Azzurro
Araldica: Tagliato d’azzurro e di rosso al leone rampante
dell’uno all’altro.
Simboleggia: Forza, coraggio, ardire
Vittorie: -
Sito
Web: http://www.contradasamo.org/
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Pare
che la zona di questa Contrada sia stata fondata da una
colonia greca lì fermatasi. Abitata prevalentemente da
pastori e pescatori, quest’ultimi favoriti dalla
vicinanza del fiume Arno, era una zona di notevole
vastità, tanto che non esisteva un vero e proprio
nucleo abitato.
L’unico agglomerato di abitazioni era dato da quel
luogo oggi denominato “Saettino”, il quale fungeva
da approdo per quelle imbarcazioni che sfruttavano il
fiume come via di comunicazione.
Il
personaggio, con cui questa Contrada lega la sua storia,
è il grande condottiero Niccolò Fortebraccio. Proprio
in questa zona di Fucecchio sembra risiedesse
abitualmente per la vigilanza di tutta la zona del
Valdarno Inferiore.Niccolò Fortebraccio era un valoroso
Capitano. Di lui esistono delle citazioni che lo
descrivono molto
audace, magnanimo e virile, intrepido nella sventura.
Non conosceva la paura, meno fortunato che prode nelle
battaglie. Incapace di quiete, pronto di mano e di
consiglio, irreligioso, superbo, crudele, uomo perverso,
piccolo di statura.
Nel 1428 viene licenziato da Filippo Maria Visconti a
seguito della pace di Ferrara.
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E’
senza soldo a Fucecchio ed allora viene
riassunto dai fiorentini per sottomettere
Volterra che si è ribellata alla
repubblica. Asseconda i commissari Rinaldo
degli Albizzi e Palla Strozzi.
A Volterra viene ucciso Giusto Landini che
ha capeggiato la sedizione: in tre giorni
i fiorentini rientrano nella città. Gli
è ridotta la condotta a 10 lance, per cui
il Fortebraccio preferisce essere
licenziato.
Ma Fortebraccio, che non è uomo da stare
ozioso e che soltanto dalle guerre trae
ragione di vita e di interessi, cova il
segreto desiderio di rinfocolare l’ormai
spento odio contro la vicina Lucca.
E’ un po’ perché l’ardito pensiero
lo alletta, e un po’ perché sollecitato
all’impresa dagli stessi fiorentini, da
messer Rinaldo degli Albizi e Neri
Capponi, che un bel giorno, quando corre
l’anno 1429, egli decide di muoversi, e
con 300 cavalli e altrettanti fanti, si
muove alla volta di Buti occupandola
insieme a Pieve di Compito, ove vi si
trovava un Castello dei lucchesi,
seminando rovine il contado.
Alla fine, i fiorentini escono allo
scoperto, lo ingaggiano ufficialmente e
dichiarano guerra ai lucchesi. |
www.contradasamo.org
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