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Colori:
Rosso e Nero
Araldica: Troncato di nero e di rosso al leone rampante dell’uno
all’altro. Cimato di corona di nobile.
Simboleggia: Forza, coraggio, ardire
Vittorie: 6 (1989 - 1992 - 2000 “S” - 2002 - 2005 "S" -
2008)
Contrada Rivale: Porta Raimonda
Sito
Web: http://www.portabernarda.it |
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La
Contrada prende il nome da una delle più
importanti Porte medievali, che permetteva
agli abitanti del Castello di Fucecchio di
uscire dall’interno del recinto della
Mura e di esercitare, fra l’altro, il
commercio con i forestieri.
Il nome di Porta Bernarda, a sua volta,
sembra derivare dal nome “Bernardo”,
personaggio appartenente ad una delle due
famiglie più potenti di Fucecchio nel
trecento, i Simonetti, molto probabilmente
“ingiuesi”, mentre i Della Volta erano
“insuesi”.
Il territorio di questa Contrada si
estendeva dall’inizio dell’attuale via
Nelli e i fossati che derivavano
direttamente dall’Arno, allora molto più
vicino rispetto ad oggi al centro abitato
di Fucecchio. Questi fossati si trovavano
press’a poco davanti alle Mura
castellane, all’altezza dell’attuale
Corso Matteotti (non per niente ancor oggi
è popolarmente chiamato “su’
fossi”).
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Tra
questi fossati sembra che ve ne era uno più
grande, secondario al corso dell’Arno,
detto “bianco” di cui tutt’oggi non
se ne conosce l’esatta ubicazione, ma
presso cui si trovavano l’Abbazia di S.
Salvatore (fondata dai Cadolingi, i
“Conti di Borgonuovo di Fucecchio”, ma
trasferita sul poggio Salamartano a causa
delle inondazioni dell’Arno, in seguito
ad una bolla di Pasquale II del 25
settembre 1107 o 1108, dopo che ne era
stato abate colui che fu detto San Pietro
Igneo) e il Ponte di Bonfiglio mantenuto
dai “Frati” o “Cavalieri Ospitaleri”
d’Altopascio, sopra la Via Francigena,
nonché il porto dell’Arno, usato
addirittura da Firenze prima che venissero
costruiti quelli di Signa.
V’è poi da notare che nel 1710,
nell’oratorio dei Santi Rocco e
Sebastiano, fuori le mura (poi Chiesa
della Vergine delle Vedute, eretta a
Parrocchia nel 1839) fu istituita la
“Confraternita dei Coronati
Incappucciati Scalzi” i cui membri,
almeno originariamente ventun persone,
appartenenti alle principali famiglie del
paese, dovevano indossare, nelle sacre
funzioni e nelle processioni,cappe fatte
di “sacco rosso”.
Quanto alla Piazza d’Armi, da tempo
intitolata al grande patriota fucecchiese
Giuseppe Montanelli, divenne in seguito un
centro di stallaggi, postiglioni e
venditori ambulanti, essendo diventata
sede di mercato e non solo delle merci
prodotte nelle campagne.
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